Contenuto della Risorsa
1. Riforma sistema ordinistico. Questo tema intende
affrontare il problema della riforma degli Ordini profesionali, approfondendo
la necessità di mantenerli in essere, anche se riformati, oppure di abolirli e
creare nuovi organismi di controllo.
2. Incarichi professionali nelle opere pubbliche. Questo tema vuole toccare il nodo di una riforma del sistema concorsuale con conseguente miglioramento della gestione dell'architettura all'interno della pubblica amministrazione.
Si intende inoltre approfondire la riforma del sistema degli appalti dei servizi e delle opere.
Focus sul codice degli appalti.
Discussione e integrazioni sul testo della legge sull'architettura promossa dal Sole 24ore.
3. Riforma della formazione degli architetti. E' necessario adeguare i livelli qualitativi, quantitativi e organizzativi della formazione alle reali necessità professionali e alle esigenze del contesto in cui l'architetto si troverà ad esercitare.
Monitoraggio sulle possibilità effettive di lavoro offerte dal sistema universitario riferito alla filiera edilizia.Organizzazione del sistema formativo coerentemente con una chiara definizione delle competenze professionali.
4. Tutela dei giovani architetti e loro accesso alla professione e al praticantato.
Focus su:
- uso delle partite iva e precariato giovanile
- formazione continua obbligatoria
- obbligatorietà dell'assicurazione professionale
5. Nuova concezione della gestione del territorio. Incentivi e disincentivi a migliorare il patrimonio esistente e a preservare le zone non urbanizzate rimanentiRiflessione sulla opportunità e su meccanismi di ricaduta economica positiva nel blocco dell'espansione delle città. Focus su:- strumenti urbanistici vigenti- strumenti in deroga (accordi di programma)- casi studio sui sistemi e sperimentazioni già avviate in ambito internazionale- nuove modalità partecipative di gestione del territorio.
2. Incarichi professionali nelle opere pubbliche. Questo tema vuole toccare il nodo di una riforma del sistema concorsuale con conseguente miglioramento della gestione dell'architettura all'interno della pubblica amministrazione.
Si intende inoltre approfondire la riforma del sistema degli appalti dei servizi e delle opere.
Focus sul codice degli appalti.
Discussione e integrazioni sul testo della legge sull'architettura promossa dal Sole 24ore.
3. Riforma della formazione degli architetti. E' necessario adeguare i livelli qualitativi, quantitativi e organizzativi della formazione alle reali necessità professionali e alle esigenze del contesto in cui l'architetto si troverà ad esercitare.
Monitoraggio sulle possibilità effettive di lavoro offerte dal sistema universitario riferito alla filiera edilizia.Organizzazione del sistema formativo coerentemente con una chiara definizione delle competenze professionali.
4. Tutela dei giovani architetti e loro accesso alla professione e al praticantato.
Focus su:
- uso delle partite iva e precariato giovanile
- formazione continua obbligatoria
- obbligatorietà dell'assicurazione professionale
5. Nuova concezione della gestione del territorio. Incentivi e disincentivi a migliorare il patrimonio esistente e a preservare le zone non urbanizzate rimanentiRiflessione sulla opportunità e su meccanismi di ricaduta economica positiva nel blocco dell'espansione delle città. Focus su:- strumenti urbanistici vigenti- strumenti in deroga (accordi di programma)- casi studio sui sistemi e sperimentazioni già avviate in ambito internazionale- nuove modalità partecipative di gestione del territorio.
Bianca, il 6° tema che proponi può tranquillamente rientrare nel primo giacchèuna seria riforma del sistema ordinistico non potrebbe prescindere da una ridefinizione delle competenze
cmq grazie
Aggiungerei il punto 6) Competenze professionali: verso una nuova norma risolutiva che aspettiamo da oltre 40 anni
Scusami collega ma non sono riuscito a concludere il commento perché non riuscivo più a far scorrere il testo.
Stavo scrivendo........che sia necessario espletare una gara alla quale invitare almeno n. 5 professionisti da scegliere nell'elenco tenuto dall'Ente ed aggiornato annualmente, oppure reperiti attraverso indagine di mercato. Bene! sapete come vengono svolte queste gare per almeno il 70/80% delle volte? Semplicemente invitando colui al quale si è deciso di assegnare l'incarico a far presentare l'offerta ad altri n. 4 professionisti suoi soci, amici, ecc. con una offerta maggiore della sua per cui, alla fine, le regole sono state rispettate, la gara è stata regolarmente assegnata al massimo ribasso e la finta gara (anche se con tutte le procedure ampiamente rispettate) è stata assegnata al fortunato "amico degli amici".
Condivido la seconda parte del commento del collega Nat ma, in relazione alla prima, devo sottolineare il fatto che i concorsi di progettazione, per le opere pubbliche, non devono essere considerati come la soluzione dei problemi di affidamento degli stessi ai "soliti noti". Ricordo che gli incarichi non riguardano la sola progettazione architettonica ma anche la progettazione strutturale ed impiantistica, la Sicurezza, la D.L., i collaudi, ecc., per i quali non può esserci alcun concorso di progettazione ma soltanto un affidamento diretto. Il problema è, quindi, quello di trovare soluzioni di affidamento limpide ed aperte a tutti i professionisti diverse da quelle attualmente previste dall'iniquo Codice dei Contratti che prescinde dal merito e dall'esperienza, puntando solo sulle capacità economiche ed altri legacci simili che certamente escludono dal mercato dei servizi di ingegneria ed architettura la gran parte dei liberi professionisti italiani il cui lavoro viene svolto all'interno di piccoli studi professionali.
In merito alle pubbliche amministrazioni ed alle norme che regolano, in Italia, gli affidamenti di incarichi faccio notare come, pur applicando alla perfezione le regole previste dal Codice dei Contratti, tali amministrazioni (soprattutto Stato ed Università) in realtà aggirino completamente le regole. Mi riferisco agli incarichi pubblici la cui parcella sia compresa tra i 20.000 ed i 100.000 euro (ora diventati 40.000 e 130.000) per i quali il Codice prevede che sia necessario espletare una gara ai quali invitare n. 5 professionisti
come il collega concordo sul potenziamento dei concorsi di progettazione, ma in un sistema sano, altrimenti accade cio' che paventa lo stesso.....dunque forse dovremmo far cambiare le teste, ma poichè non ci si riuscira' cominciamo a segnalare le anomalie.....magari con il fiato sul collo anche le amministrazioni saranno moralmente obbligate a seguire un iter condiviso....
Vorrei esprimere la mia opinione per quanto riguarda gli incarichi professionali per le opere pubbliche. Non possiamo nasconderci che negli anni passati la politica ha gestito alla grande la distribuzione degli incarichi. Dalle città al più piccolo paese se non eri in "sintonia" con gli amministratori non beccavi nulla. Ci sono professionisti che hanno costruito sui rapporti personali grandi patrimoni. Recentemente si è pensato che la formazione di elenchi di professionisti disponibili a ricevere incarichi avesse risolto tutti i problemi. Invece non ha fatto altro che spostare il potere di poter decidere a chi dare l'incarico dalla politica al funzionario ovvero responsabile dell'ufficio lavori pubblici. La soluzione dovrebbe essere una normativa che favorisca il concorso di progettazione, tuttavia fatta la legge trovato l'inganno: facciamo una commissione di "amici" e "amici degli amici" e abbiamo risolto il problema. Non c'è Autorità di vigilanza dei LL.PP. che possa contrastare la furbizia di chi si sente così potente da poter decidere per tutti. Una soluzione andrebbe proposta nella direzione non di nuove normative ma di organismi di controllo più efficienti. Le commissioni dei concorsi d'idee ad esempio dovrebbero essere ratificate da tale organiismo garantendo imparzialità e professionalità.