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I tatuaggi possono determinare discriminazioni nell’accesso ad un posto di lavoro e nel suo mantenimento?
Secondo la legge (italiana ed europea) ed in base ai contratti di lavoro nazionali collettivi non dovrebbe sussistere alcun problema, tanto nel caso di aziende private che di enti di pubblico impiego e di concorsi pubblici.
Tuttavia, nella realtà le cose vanno decisamente in modo diverso.
Basta fare riferimento ad alcuni casi di cronaca, in particolare nel caso di concorsi di accesso all'Arma dei Carabinieri o alla Polizia di Stato.
E così, anche in ambito aziendale e privato le faccende non sembrano andare tanto diversamente, soprattutto in riferimento a posizioni e ruoli che prevedono il contatto diretto con fornitori e clienti.
Questo è un chiaro esempio di come un semplice tattoo sul proprio corpo può dare un'immagine sbagliata di sè alla società, la discriminazione per futili motivi infatti rappresenta una mannaia sociale: dietro ad un velo di pelle tatuata potrebbe anche nascondersi una persona in grado di salvarci la vita.
artedelcorpo.com
Secondo la legge (italiana ed europea) ed in base ai contratti di lavoro nazionali collettivi non dovrebbe sussistere alcun problema, tanto nel caso di aziende private che di enti di pubblico impiego e di concorsi pubblici.
Tuttavia, nella realtà le cose vanno decisamente in modo diverso.
Basta fare riferimento ad alcuni casi di cronaca, in particolare nel caso di concorsi di accesso all'Arma dei Carabinieri o alla Polizia di Stato.
E così, anche in ambito aziendale e privato le faccende non sembrano andare tanto diversamente, soprattutto in riferimento a posizioni e ruoli che prevedono il contatto diretto con fornitori e clienti.
Questo è un chiaro esempio di come un semplice tattoo sul proprio corpo può dare un'immagine sbagliata di sè alla società, la discriminazione per futili motivi infatti rappresenta una mannaia sociale: dietro ad un velo di pelle tatuata potrebbe anche nascondersi una persona in grado di salvarci la vita.
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