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- Created on
- 17/11/2011
- Author
- Carlo Infante
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Creatività e conoscenza condivisa
Questo ambito s’attesta al di qua di ciò che abbiamo sempre definito cultura, attraverso la creatività intesa come energia sociale capace di sperimentare il cambiamento e non più solo come ricerca espressiva formale.
Il web può fornire un contributo ad una estensione del pluralismo espressivo, attraverso sistemi di diffusione del sapere paralleli, se non alternativi, ai tradizionali modelli delle industrie culturali.
Ciò che definiamo conoscenza condivisa è da intendere come qualcosa che non si limita alla conservazione dei valori e della sedimentazione dei saperi ma punta ad orientarsi in uno scenario incognito in cui le reti potranno potenziare la condivisione delle intelligenze e delle sensibilità. Per creare una cultura dell’innovazione. Operando per promuovere intelligenza connettiva.
La questione della creatività non riguarda solo l’espressione artistica dei linguaggi ma la capacità di ambientarsi in nuovi contesti, come oggi è quello del web, il nuovo spazio pubblico che necessita di progettazione culturale e sociale.
Creatività significa interpretare l’innovazione come opportunità per valorizzare le energie, le idee, il merito, riconoscendo ai lavoratori della conoscenza ed in particolare alle nuove generazioni un ruolo fondamentale per la ripresa del sistema Italia.
Tra i punti da sviluppare abbiamo individuato (la numerazione non traccia priorità, è solo funzionale alle indicazioni da accogliere per correzioni, precisazioni e implementazioni).
1. Creare le condizioni per lo sviluppo della cultura dell’innovazione intesa sia come ambito di ricerca tecnologica sia come sperimentazione di nuovi modelli sociali ed educativi, stimolando la ricerca di nuovi linguaggi, di nuovi modelli distributivi, concentrando l’attenzione sulla ideazione e produzione di contenuti di qualità.
2. Rilanciare il ruolo della Scuola, dell’Università, della formazione continua e di tutte le agenzie formative per scandire un’evoluzione dei modelli d’apprendimento in relazione agli scenari del cambiamento, secondo nuovi principi educativi come il social learning.
3. Promuovere lo sviluppo di un approccio creativo alle tecnologie per espandere le opportunità d’innovazione attraverso il valore d’uso degli utenti, secondo pratiche come quelle del crowdsourcing, per elaborare una costruzione sociale della conoscenza aperta e condivisa.
4. Creare nuovi format di comunicazione pubblica, come le iniziative ludico-partecipative di cittadinanza interattiva che attraverso il web 2.0 esplicitino le dinamiche di partecipazione attiva alla cosa pubblica e la sistematizzazione di pratiche di condivisione della conoscenza.
5. Realizzare politiche di incubazione per l’imprenditorialità innovativa e start-up, tramite i distretti, spin off universitari , reti di eccellenza e opportunità d’investimento attraverso soluzioni come il venture capital.
6. Coinvolgere giovani ricercatori in progetti europei ed internazionali pluriennali, praticando così l’apprendimento diretto attraverso il lavoro di ricerca e sviluppo.
7. Definire le politiche di tutela del lavoro precario, intercettando tutte le espressioni informali d’impresa creativa, per ri-disegnare un sistema di welfare e di sostegno alla flessibilità. Ciò comporta, a monte, un riconoscimento esplicito dell'Economia della Conoscenza e di conseguenza un adeguamento delle politiche del lavoro rivolte alle nuove forme di produzione del valore cognitivo.
8. Interpretare le politiche innovative relative le smart cities come opportunità per coniugare una nuova urbanistica con lo sviluppo della banda larga, attraverso soluzioni wireless (dalle connessioni mobili di nuova generazione al wi fi) per “illuminare” le città di opportunità connettiva, così come la rete elettrica urbana ci ha emancipato dal buio. Per re-inventare lo spazio pubblico, nell’interazione tra web e territorio.
9. Sperimentare soluzioni di interaction design e altre applicazioni di creatività digitale per rilanciare le modalità della produzione culturale attraverso crossmedialità, web app e performing media.
10. Indicare nell’innovazione di processo, sia dell’open source sia del mash-up in genere, le soluzioni chiave per sollecitare quella creatività necessaria per lo sviluppo di piattaforme tecnologiche, interpretando suggerimenti come questo ”Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili” (Jules-Henri Poincaré).
11. Ridefinire le politiche del diritto d’autore, promuovendo la disintermediazione e il superamento dei colli di bottiglia imposti dal copyright, secondo i protocolli giuridici del creative commons e il copyleft. Per liberare l’innovazione di pratiche creative come il remix e il peer to peer. Una ridefinizione che non scardini a priori tutti i modelli di business in essere, che continuano a garantire la produzione di contenuti di qualità: la normativa sul diritto d’autore ed il copyright va modernizzata alla luce delle potenzialità che il web e le nuove tecnologie consentono.
12. Intervenire sulla Rai, nella sua veste di gestore del servizio pubblico radiotelevisivo, per promuovere la alfabetizzazione informatica e le culture digitali, attraverso trasmissioni mirate e campagne con pratiche di coinvolgimento attivo dell’utenza.
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Infante: aggiungere aspetto del rapporto con il mondo dell'informazione