Resource Fields
- Full address
- Bari, Via Spalato, 19
- Foundation year
- 12 luglio 1928
- Type
- Pinacoteca
- Latitude
- 41.1214644
- Longitude
- 16.8812204
- Autore foto
- Anita De Caprio
Resource Content
Oltre
alle iconografie di San Nicola, la Pinacoteca provinciale di Bari, avente sede
nel Palazzo della Provincia,
conserva numerosi dipinti ed altre opere
di vari artisti, tra cui Corrado
Giaquinto, di cui ritroviamo un quadro intitolato “San Nicola salva i naufraghi”.
Segue una presentazione della Pinacoteca e delle opere in essa conservate.
La Pinacoteca provinciale di Bari
La Pinacoteca Provinciale “Corrado Giaquinto” di Bari è un importante museo artistico italiano, di istituzione relativamente recente. Essa nacque ufficialmente il 12 luglio 1928, dalla confluenza del nucleo di dipinti qui pervenuti in seguito alla soppressione dei conventi, nella seconda metà dell’800, di altri dipinti ceduti da chiese e conventi pugliesi, di opere ottenute in prestito dalle Gallerie Nazionali di Napoli e di Roma e di altre acquistate dalla stessa Amministrazione Provinciale di Bari. La Pinacoteca fornisce un’ampia documentazione dell’arte pugliese, o in relazione con la Puglia, dall’XI al XX secolo.
· una sezione medievale con sculture dell’ XI e del XV secolo e icone pugliesi dei secc. XII e XIV;
• dipinti veneti provenienti da chiese della regione, come opere di Antonio e Bartolomeo Vivarini, Giovanni Bellini, Paris Bordon, Paolo Veronese e Jacopo Tintoretto;
• dipinti pugliesi del XV e del XVI secolo di Tuccio d’Andria, Costantino da Monopoli e Andrea Bordone;
• dipinti napoletani o di scuola napoletana del XVI e del XVIII secolo, come opere di Marco Pino, Paolo Finoglio, Maestro degli Annunci, Andrea Vaccaio, Luca Giordano, Giuseppe Bonito, Lorenzo De Caro, Francesco De Mura, Fedele Fischetti e Domenico Mondo;
• un prezioso nucleo di dipinti del Giaquinto;
• una raccolta di pittura dell’800 di artisti come Giuseppe De Nittis, Francesco Netti, Domenico Morelli, Giovanni Boldini, Teofilo Patini, ecc.
• un nucleo di ceramiche di produzione pugliese, del ‘600 e del ‘700, pervenute in Pinacoteca attraverso la donazione De Gemmis.
• il grande presepe cosiddetto “Caleno”, dal nome del proprietario originario, consistente in circa 500 “pastori”. Esso vanta esemplari di grande o grandissimo pregio risalenti al XVIII e al XX secolo.
• il fondo fotografico del Cav. Vincenzo Simone, consistente in circa 14.000 lastre in vetro da servire alla stampa di cartoline, riproducenti località meridionali, in particolare le pugliesi e le lucane.
• la Collezione Grieco che è composta da cinquanta prestigiosi dipinti italiani del secondo Ottocento, raffigurant artisti come i macchiaioli, Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Giuseppe Abbati, Cristiano Banti, Telemaco Signorini, Raffaello Sernesi e Giovanni Boldini, e del primo Novecento, come Pel lizza da Volpedo, De Pisis, Viani, e Campigli.
Nel 2003, il Banco di Napoli ha concesso numerosi dipinti il cui nucleo principale è costituito da opere napoletane o di presumibile provenienza napoletana, comprese fra il XVI e il XIX secolo.
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