La ricerca implica un moto, e il moto è il senso della vita.
Al di la delle considerazioni che i saggi e i filosofi hanno fatto nei millenni della storia del genere umano, possiamo avere una piccola spiegazione scientifica.
Affinché ci sia la vita è necessario che l’energia si trasmetta, ma questo è possibile sono attraverso un moto, un movimento di qualche cosa.
Il calore si trasmette perché c’è una differenza di temperatura tra due corpi,
le cariche elettriche si trasferiscono perché esiste una differenza di potenziale, i fluidi si muovono perché c’è una differenza di livello energetico tra il punto di partenza e quello di arrivo.
Se la Terra avesse la stessa temperatura del Sole non ci sarebbe alcun trasferimento di energia, quindi niente moti convettivi di masse d’aria nell’atmosfera, niente cambiamenti di stato dell’acqua, niente precipitazioni, niente mari, niente vita.
La vita quindi è un continuo movimento, una continua ricerca dell’equilibrio, una volta trovato il quale, si ottiene la quiete. E allora, la vita è per definizione mancanza di quiete, di equilibrio?
Non necessariamente. Se vogliamo trasferire anche nella vita di tutti i giorni il famoso principio di D’Alembert, secondo il quale ogni in ogni corpo ISTANTE PER ISTANTE si stabilisce un equilibrio tra le azioni esterne e quelle d’inerzia ( F – ma = 0 che poi altri non è che una variante della seconda legge della dinamica F = ma dovuta a Newton), allora in ogni istante della nostra vita troviamo l’equilibrio, solo che le sue condizioni possono non essere le stesse dell’istante seguente.
E come in meccanica l’equilibrio può implicare tensioni, forze interne che si sviluppano a seguito di sollecitazioni esterne. Cosi nella vita siamo sottoposti a stress, tensioni che sono una reazione a tutte le cose che ci capitano. Se il livello delle forze esterne è maggiore delle reazioni interne di un corpo, si può giungere alla rottura, così come nella vita.
Concludendo, siamo sempre in cerca di un nuovo equilibrio giorno per giorno, che ci porti alla quiete ma attenzione a non superare i limiti di stress che siamo in grado di sopportare.
La ricerca implica un moto, e il moto è il senso della vita.
Al di la delle considerazioni che i saggi e i filosofi hanno fatto nei millenni della storia del genere umano, possiamo avere una piccola spiegazione scientifica.
Affinché ci sia la vita è necessario che l’energia si trasmetta, ma questo è possibile sono attraverso un moto, un movimento di qualche cosa.
Il calore si trasmette perché c’è una differenza di temperatura tra due corpi,
le cariche elettriche si trasferiscono perché esiste una differenza di potenziale, i fluidi si muovono perché c’è una differenza di livello energetico tra il punto di partenza e quello di arrivo.
Se la Terra avesse la stessa temperatura del Sole non ci sarebbe alcun trasferimento di energia, quindi niente moti convettivi di masse d’aria nell’atmosfera, niente cambiamenti di stato dell’acqua, niente precipitazioni, niente mari, niente vita.
La vita quindi è un continuo movimento, una continua ricerca dell’equilibrio, una volta trovato il quale, si ottiene la quiete. E allora, la vita è per definizione mancanza di quiete, di equilibrio?
Non necessariamente. Se vogliamo trasferire anche nella vita di tutti i giorni il famoso principio di D’Alembert, secondo il quale ogni in ogni corpo ISTANTE PER ISTANTE si stabilisce un equilibrio tra le azioni esterne e quelle d’inerzia ( F – ma = 0 che poi altri non è che una variante della seconda legge della dinamica F = ma dovuta a Newton), allora in ogni istante della nostra vita troviamo l’equilibrio, solo che le sue condizioni possono non essere le stesse dell’istante seguente.
E come in meccanica l’equilibrio può implicare tensioni, forze interne che si sviluppano a seguito di sollecitazioni esterne. Cosi nella vita siamo sottoposti a stress, tensioni che sono una reazione a tutte le cose che ci capitano. Se il livello delle forze esterne è maggiore delle reazioni interne di un corpo, si può giungere alla rottura, così come nella vita.
Concludendo, siamo sempre in cerca di un nuovo equilibrio giorno per giorno, che ci porti alla quiete ma attenzione a non superare i limiti di stress che siamo in grado di sopportare.
e come recita un antico detto occidentale: chi cerca trova