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- Author
- christian moioli
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Quando si decide di organizzare una vacanza, la maggior parte delle persone opta per pernottare presso strutture note e pubblicizzate come hotel, pensioni, residences, bed & breakfast o campeggi ,mentre la percentuale d chi si affida a soggetti privati è piuttosto bassa.
Nonostante questo ,grazie all’evoluzione della tecnologia e sfruttando le innumerevoli potenzialità di internet ,oggi il fenomeno di richiesta di appartamenti e strutture in affitto da privati è in costante crescita.
La rete è oggi più che mai in grado di mettere in contatto cittadini di ogni parte del mondo, così limitando o bypassando molto i costi di agenzia o di personale.
Uno fra i primi siti di social networking che ha influenzato il mondo dei viaggi è stato Couchsurfing , rete mondiale che ha per scopo la creazione di connessioni fra i viaggiatori e le comunità locali da loro visitate.( associazione sena scopo di lucro.)
Esso ha
generato un fenomeno sociale, e oggi conta quasi due milioni di persone in 238
paesi membri.
Couch Surfing, letteralmente significa "saltare da un divano
all'altro", è stato definito un po’ superficialmente da alcuni come
l'ultima frontiera del viaggiare "low cost", ma si propone un
obiettivo decisamente più ambizioso, socialmente e culturalmente utile.
Si tratta infatti di un programma che permette di mettere in contatto persone con diverse esigenze da ogni parte del mondo; da una parte c’è chi mette a disposizione una stanza o il divano della sua casa mentre dall’altra c’è chi parte per nuovi e solitamente sconosciuti paesi e cerca un posto in cui poter sostare per qualche giorno.
È un 'esperienza che sicuramente offre la possibilità di viaggiare a costi molto bassi ma dà anche la possibilità di conoscere gente in tutto il mondo, relazionarsi a contesti culturalmente differenti, stringere legami e amicizie; d’altra parte lo stesso slogan dei couch surfer recita, "il mondo è più piccolo di quello che pensi!"
Entrare a fare parte di questa vivace comunità è semplice, è infatti sufficiente registrarsi nel sito per entrare a far parte del “gioco”, si inseriscono i propri dati anagrafici, si indica la città di residenza, l’eventuale disponibilità di poter ospitare un membro della comunità, anche se non è indispensabile per poter usufruire del servizio.
Ogni utente ha una sua pagina personale in cui viene delineato il suo profilo; dati generici come età, titolo di studio, professione, ma anche annotazioni più personali come: interessi, passioni, coordinate degli ultimi viaggi, riflessioni in merito a quest’ultimi.
Nel momento in cui un componente della comunità ha in programma un viaggio si mette in contatto con gli utenti più vicini alla meta del suo itinerario e domanda se vi sia la possibilità di usufruire della loro ospitalità per il periodo in questione.
Couch Surfing è un programma totalmente gratuito, che si sostiene tramite le libere donazioni di membri e no, e per una scelta di tipo etico-morale ha scelto di non far ricorso ad introiti da parte di aziende per delle sponsorizzazioni pubblicitarie.
Sulla scia di couchsurfing sono successivamente nati altri siti che si propongono con tale obbiettivo dietro pagamento di un prezzo( affitto) per usufruire di un appartamento o stanza in un determinato periodo di tempo in qualsiasi angolo del pianeta.
Stiamo parlando di siti come airbnb.com, stopover.com, crushpudder.com , dove basta immettere il luogo di destinazione, le date di arrivo e partenza, per ottenere una lista di offerte disponibili per soggiornare, corredate da prezzi e fotografie ed ordinabili secondo costi, distanze e raccomandazioni.
Queste reti sociali di b and b rappresentano la nuova frontiera per turisti “alternativi” alla ricerca di nuove avventure; si tratta di persone aperte al dialogo e alla comunicazione fra culture diverse,persone che mosse dalla voglia di creare legami sociali sono in grado di abbattere i confini e apprezzare le differenze,convinte che queste esperienze possano essere la base per la costruzione di una comunità globale rispettosa e tollerante.
Tuttavia, la proliferazione di questi siti può ostacolare la crescita dell’offerta turistica intesa in senso più tradizionale , andando ad intaccare le strutture ricettive di ogni genere.
A parer mio, codeste dovranno rispondere a questa sfida ( opera dei new media) creando, ad esempio network turistici o stl ( sistemi turistici locali) ovvero competere sul mercato internazionale collaborando fra loro non solo a livello regionale ma anche nazionale operando con specifiche tecniche di comunicazione in base al contesto ed in riferimento ad un preciso segmento di mercato.(pubblico).
Per raggiungere tale obbiettivo, sarà dunque loro preoccupazione, elaborare differenti strategie di comunicazione ; individuato un target di riferimento( es: nuovo ceto medio internazionale con capacità di spesa medio alta) sarà necessario investire risorse ed applicare specifiche tecniche di comunicazione, per soddisfare la domanda a cui si è deciso rivolgersi.
Solo attraverso una migliore, mirata ed efficace comunicazione il mondo del turismo potrà continuare a vivere e a svilupparsi; è inutile puntare ad una comunicazione standardizzata che non tiene conto di differenze di contesto culturali, sociali ed economiche; molto spesso si corre il rischio di investire in campagne pubblicitarie costose che in quanto generalizzate, non producono gli effetti desiderati( scarso return on investment).
Ovviamente per far si che tutto ciò possa verificarsi, sarà inanzitutto utile un' elevata ed adeguata preparazione degli operatori del settore ,professionalmente abili nell’ambito della comunicazione
Ciao Christian!
Leggendo la tua risorsa mi sono incuriosita e ho cercato informazioni sul fenomeno del couchsurfing, soprattutto sulla sua origine, ed ho scoperto che il sito di couchsurfing è nato dall'idea di un giovane americano Csey Fenton. Sei anni prima della nascita dello stesso decise di voler visitare l'islanda e contattò tramite mail quasi 1500 islandesi per chiedere ospitalità. L'esperimento funzionò: Fenton viaggiò in Islanda grazie all'ospitalità delle persone incontrate. Da lì nacque l'idea di creare un progetto di incontro culturale che attraverso il viaggio permettesse di:
"connettere internazionalmente persone e luoghi, creare scambi educativi, generare coscienza collettiva, diffondere la tolleranza e facilitare la comprensione culturale".
Credo che non si tratti solo di cogliere l'occasione di dormire gratuitamente, ma anche di conoscere ancora più in profondità i luoghi e le persone attraverso il dono dell'ospitalità.
Bella risorsa Christian! ti ringrazio anche perchè mi hai fatto conoscere questo nuovo fenomeno del couchsourfing! io prima non lo conoscevo, o meglio, non sapevo che questo modo di far turismo venisse incentivato anche tramite dei social network. Lo conoscevo già perchè un'amica ha provato personalmente questo modo di fare turismo, quindi ad essere ospitata, e il feedback che mi ha portato è stato molto positivo! io credo che questo modo di far turismo e di essere ospitati sia molto vantaggioso proprio in questo periodo nel quale non si ha molta disponibilità di denaro, e quindi questo metodo offre la possibilità di viaggiare risparmiando. Io però penso che ci vorrebbero dei controlli, anche se è molto difficoltoso sulle persone che ospitano per evitare spiacevoli sorprese, anche se è vero che questo metodo presuppone una certa adattabilità alle situazioni.