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- Author
- Germano Paini
- Other contributions
- Studenti del corso
- Starting date
- 15/11/2011
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Commentate la lezione presentando i temi trattati
Individuate le tag usate a lezione e aggiungetele alle Tag già presenti
Individuate le tag usate a lezione e aggiungetele alle Tag già presenti
non essendo riuscita a seguire le lezioni in modo regolare, trovo questi commenti molto utili per rimanere aggiornata sul lavoro svolto in classe ^^
Non ero presente alla prima lezione, ho iniziato il corso con la seconda; ma grazie a tutti di aver spiegato quello di cui si è parlato!
Durante la prima lezione è stato introdotto il corso, con le sue modalità di svolgimento e quelle di esame; poi abbiamo parlato del web 2.0, una nuova forma del web che si è evoluta negli ultimi anni ma che allo stesso tempo non è nata in un momento preciso (il primo a sostenere che era nato il web 2.0 è stato Tim O'Reilly in un suo articolo). Abbiamo poi ripercorso brevemente la storia del web dall'anno della sua invenzione (1992): all'inizio era una forma di consultazione basata sull’ipertesto (cioè le parole e le immagini sono cliccabili) ed era stato inventato da Tim Berner Lee, che inventò anche un server per leggere gli ipertesti e un protocollo (HTTP=hypertext transfer protocol) per trasferire il server al client (=pc da tavolo), oltre che un programma che sta sul client per leggere le pagine, il browser (il primo è stato Netscape). Tutto questo con lo scopo di mettere a disposizione un grande numero di pagine per farle leggere a tutti; l’idea iniziale del web era quella “dal centro alla periferia”, dall’alto verso il basso, in modo unidirezionale.
Il web 2.0, sostiene O’Reilly, non è fatto da programmi informatici ma dagli stessi utenti; prima erano i programmi ad essere centrali, ora sono gli utenti e i contenuti da loro prodotti. Nel vecchio web producer e consumer sono separati, mentre nel 2.0 queste figure si trasformano: se ora tutti possiamo produrre contenuti non è più facile capire chi sia il consumatore, quindi viene coniato il termine prosumer.
Abbiamo parlato sui tag, e perche sarebbero importanti per la nostra lezione. Poi abbiamo parlato del web 2.0, Tim O'reilly, Tim Berners Lee che ha creato la codice HTML, il server che lo lossa leggere, i browser come Netscape (la prima), il Web 2.0 che porre fine al web unidirezionale erogativo, la distinzione tra il consumer, prosumer e producer.
La prima lezione del corso è iniziata con uno sguardo generale al corso. Subito ci è stata spiegata l'importanza delle tag, e subito ci è stato consigliato di appuntarcele perchè sarebbero state una parte fondamentale del nostro lavoro. La prima tag di cui si è parlato è stata il WEB 2.0, nuova forma di web nata ed evolutasi negli ultimi anni. Colui che ha parlato di web 2.0 per la prima volta è stato Tim O'Reilly, editore irlandese, che in un suo articolo nel 2005 ha annunciato di fatto che il web iniziale, nato grazie a Tim Berners Lee nel 1992, si era ormai evoluto in una struttura che non è più fatta da programmi informatici, ma dagli utenti stessi. Il web iniziale, infatti, era basato sull'ipertesto, ed era nato come forma di comunicazione tra Berners Lee e i suoi colleghi del CERN. Le pagine ipertestuali ideate da Berners Lee permettevano all'utente di interagire con le parole e le immagini contenute nelle pagine, e quindi rendevano possibile una comunicazione più rapida. Per poter attuare la sua idea, Berners Lee inventa però prima il codice HTML, un server che possa leggere il codice HTML e un protocollo per trasferire le pagine da server a client (browser - il primo è stato Netscape, ora sostituito dai vari Mozilla, Chrome...). Tutto questo è realizzato da Berners Lee e messo gratuitamente a disposizione di tutti. La logica di questo tipo di "comunicazione" è però essenzialmente topdown, ovvero unidirezionale erogativo. E qui ci si ricollega al Web 2.0, dove non ci si trova più di fronte a una logica unidirezionale, ma dove sono gli utenti a inserire i contenuti. Così, si passa dalla distinzione netta (presente nel web iniziale) tra producer (produttore) e consumer (consumatore) alla creazione della figura del prosumer (ovvero una figura che è sia produttore che consumatore di contenuti). Ultimamente, il dibattito è stato aperto sul concetto di WEB 3.0, unione tra il web semantico (macchine) e il web 2.0 (utenti).
anche io non ero presente alla prima lezione ma il commento di Ema mi ha tolto ogni dubbio! graze mille!
Alla prima lezione del corso è stata fatta una panoramica del Web 2.0 di cui esistenza si è parlato per la prima volta nel 2005 in un articolo di Tim O'Reilly. Per arrivare al Web 2.0 si è parlato del Web precedente inventato da Tim Berners Lee nel 1992 basato sul ipertesto. Per fornire pagine consultabili da grande numero di persone Berners Lee inventa un programma server Html per leggere le pagine Html, un protocollo Http (hyper text transfer protocol) per trasferire le pagine Html ai client e un programma client per vedere le pagine (Browser). Si tratta di un Web unidirezionale erogativo cui logica è TOPDOWN ovvero "dal centro verso la periferia". Questo modello erogativo fa una netta distinzione tra producer (produttore) e il consumer (cliente) di contenuti. A differenza da questo Web di Berners Lee, il Web 2.0 sviluppatosi dal 2005 in avanti assume una forma partecipativa e pervasiva e permette a tutti gli utenti di diventare produttori di contenuti. Da qui viene coniato il termine PROSUMER ovvero una fusione tra il producer e il consumer, visto che non è facile distinguere il produttore dal cliente in mare di contenuti creati da tutti. Ciò che è fondamentale del Web 2.0 è la centralità degli utenti e i contenuti prodotti dagli stessi. Bel esempio di questa possibilità di partecipazione sul Web da parte degli utenti è datto dai social networks (Facebook, Twitter), dal citizen journalism (utenti che producono contenuti giornalistici) etc. Da qui si è arrivati a parlare della Primavera Araba come evento che si presume sia stato organizzato proprio sui social network e perciò vede il Web come luogo di produzione di forme di organizzazione.
Infine si arriva al Web 3.0 di cui si parla ultimamente e che dovrebbe essere la coniugazione tra il Web 2.0 e il Web semantico (termine coniato da Berners Lee) che fornisce una struttura che permette ai dati di essere condivisi e riutilizzati tra applicazioni, aziende e comunità. Un ultima tag di cui si è fatto un piccolo accenno è il Overload Informativo ovvero l'eccesso quantitativo di informazione sul web.
@lorena spero che il mio commento possa esserti d'aiuto.
Anche io non ero presente alla prima lezione. Perchè avete parlato della primavera araba? Sempre per il riferimento all'importanza di twitter nello sviluppo degli eventi? Grazie